Achille Sdruscia “Crocifissione” anni ’50 (Olio su Legno 22x16cm. in Cornice 39x34cm.) Da “Il museo immaginario” di Allfredo-Accatino: “… Se amate i rossi gridati e pastosi di Gino Bonichi (in arte Scipione), o quelle atmosfere post-atomiche create ben prima dell’atomica, se vi affascinano le contorsioni dei corpi di Mafai, troverete anche voi, come me, una connessione diretta e forte con Achille Sdruscia (1910-1994), uno dei più dimenticati e sottovalutati pittori della Scuola Romana. Proprio da Gino & Mario, di sei anni più anziani di lui, riceve i primi incoraggiamenti, e l’invito a frequentare i corsi della scuola libera del nudo dell’Accademia di Belle Arti e poi a frequentare la Biblioteca di Storia dell’Arte di Palazzo Venezia dove, entrambi, avevano potuto formare la propria conoscenza sulle nuove tendenze dell’arte. Achille Sdruscia per gli amici “Achilletto”, nasce a Roma nel 1910 e dal padre Amedeo maestro stuccatore, storico collaboratore dello studio “Brini e Meschini” impara i rudimenti del mestiere, che poi riverserà nella pittura. Di giorno lavora con il padre e, quando può, frequenta i corsi di disegno anche presso l’Accademia di San Luca. E il disegno, non a caso, diventerà una sua area di eccellenza, pur se pochi sono ancora i suoi lavori conosciuti. Una capacità segnica che va di pari passo con quella dei grandi pittori del tempo. È durante la guerra che comprende la sua vocazione, entra di fatto nella Scuola Romana che si dirama in mille sfaccettature. Frequenta Piazza del Popolo e via Margutta, dove abiterà brevemente, e nel 1943 Sdruscia è presente alla IV edizione della Quadriennale di Roma. Frequenta i più grandi maestri di quel periodo, da Virgilio Guidi a De Pisis, da Ziveri (con cui spesso dipinge en plein air) a Vedova. Si reca spesso nelle Marche, dove trova l’amicizia di Arnoldo Ciarrocchi e dove esporrà. Negli anni cinquanta la sua pittura tonale, incontra un discreto successo di pubblico e di vendite, espone nella celebre rassegna romana voluta dalle Sorelle Fontana, e riceve una menzione speciale al Premio Marzotto. Achille Sdruscia racconta Roma in tutti i suoi angoli segreti, con uno stile che appare immediatamente riconoscibile, dove il nero agisce come contorno e alternanza, in contrapposizioni a rossi e ocra… Inizia tuttavia a rinchiudersi in sé stesso, e soprattutto, esce dal giro dei galleristi. L’artista è presente anche nella Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma ed inserito nel catalogo della “Raccolta 8 x10 di Cesare Zavattini…”.

